(Ras) L’incontro, che verrà ripetuto domani a Olbia (sala convegni Museo Archeologico, molo Brin, ore 9:30) con gli amministratori del Nord Sardegna, si è incentrato sulle opportunità per i Comuni e il personale degli enti locali offerte dalla legge regionale n. 2/2016.
CAGLIARI, 23 GIUGNO 2016 – Oltre 180 amministratori locali sardi hanno partecipato questa mattina a Cagliari, nella sala del Centro regionale di formazione professionale (ex Cisapi), al primo incontro organizzato dall’Assessorato degli Enti locali per approfondire e condividere con sindaci, segretari comunali e dirigenti amministrativi di Comuni e Unioni dei Comuni le novità operative introdotte dalla legge di riordino approvata lo scorso febbraio.

L’incontro, che verrà ripetuto domani a Olbia (sala convegni Museo Archeologico, molo Brin, ore 9:30) con gli amministratori del Nord Sardegna, si è incentrato sulle opportunità per i Comuni e il personale degli enti locali offerte dalla legge regionale n. 2/2016.

“La massiccia partecipazione di oggi – ha sottolineato l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu – testimonia da una parte l’interesse e dall’altra la necessità di approfondire certe tematiche, alla luce dell’applicazione della legge di riordino e di alcune normative nazionali. Desideriamo accompagnare Province, Comuni e Unioni in questo percorso, perché tutto il processo avvenga in modo ordinato. La presenza di un esperto come Gianluca Bertagna, direttore scientifico della rivista nazionale ‘Personale News’, ci consente di parlare in maniera ampia della gestione delle risorse umane e anche dei nuovi processi amministrativi. Con gli appuntamenti di aggiornamento e formazione da noi programmati da qui all’autunno, possiamo fornire gli strumenti per gestire al meglio la situazione e superare i comprensibili timori originati dai nuovi scenari anche in ambito nazionale, per esempio in materia di blocco delle assunzioni di personale nella pubblica amministrazione”.

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Convegno di chiusura del Progetto di formazione per gli addetti agricoli “Isidoro – Cultivar”

Con il convegno tenutosi venerdì 4 dicembre presso la sala Sulis della Fiera di Cagliari si è concluso il progetto Isidoro- Cultivar, promosso e gestito da una compagine formata dal Centro servizi promozionali per le imprese (Azienda speciale della Camera di Commercio di Cagliari) e dalle Università di Cagliari e di Sassari.
Isidoro1Il progetto è stato finanziato dall’assessorato regionale del Lavoro con fondi Fse Por 2007-13 (Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione – Asse Adattabilità). Articolato in sei tipologie corsi di formazione – per un totale di 67 corsi, partecipati da 700 persone, soprattutto giovani, di tutta la Sardegna – ha consentito l’acquisizione di nuove competenze agli imprenditori agricoli professionali, agli addetti del comparto apistico, ai forestali per la decortica delle piante di sughera e agli operatori delle fattorie didattiche.
Al convegno è stata presente una numerosa rappresentanza degli alunni dei corsi, insieme ai docenti e allo staff organizzativo. Sono anche intervenuti gli assessori dell’Agricoltura e del Lavoro e i rappresentanti dei Rettori di Cagliari e di Sassari.
L’assessore all’agricoltura Elisabetta Falchi ha sostenuto che per far crescere la qualità delle produzioni agroalimentari e migliorare la competitività nei mercati non si può prescindere da un investimento massiccio nella formazione continua degli operatori.

Sant’Isidoro visto da Bomeluzo

Sa die de sa Sardigna
I giovani imprenditori agricoli
Ecco la nostra Imprenditrice Agricola Professionale Francesca Masala, che ha recentemente concluso brillantemente il corso IAP, qui con il direttore dei corsi, Franco Meloni. Congratulazioni e buon lavoro!
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musici-Caravaggio
- Caravaggio, I musici, New York, The Metropolitan Museum of Art – I musicanti di Francesco De Gregori.chiave di violino
(continua…)

Auguri Aladin 2014 natale
lampadadialadmicromicro133FORZA PARIS. Il pistolotto insieme ai nostri Auguri. (…) Ci vuole responsabilità nei confronti della Sardegna e dei sardi, pensando soprattutto alle giovani generazioni, e consapevolezza che si vince insieme. Forza paris dunque, nei suoi significati di forza insieme e forza uguali! E’ il migliore augurio che possiamo farci. Per quanto possiamo, anche dalle pagine di questa nostra news contribuiamo a questo scopo, nella via pratica indicataci da Gramsci del pessimismo della ragione e dell’ottimismo della volontà. E NON DIMENTICARE CHE…
“Tutto ciò che immagini vividamente, ardentemente desideri, credi sinceramente e persegui con entusiasmo deve inevitabilmente verificarsi”. E comunque dobbiamo provarci!

(Dal sito della RAS) Agricoltura: Pigliaru e Falchi incontrano le associazioni agricole
Aprire nuovi mercati per l’agroalimentare sardo vuol dire fare rete, mettere assieme le migliori idee, le migliori esperienze commerciali, anche quelle dell’imprenditore più piccolo” ha osservato il presidente.
CAGLIARI, 16 OTTOBRE 2014 – “Dobbiamo mettere una nuova attenzione nell’agricoltura produttiva, entrando in una precisa logica dove nuovi mercati si stanno aprendo e noi dobbiamo esserci”. Lo ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, durante l’incontro, richiesto dalle organizzazioni agricole, che si è tenuto questo pomeriggio in viale Trento con le maggiori associazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri) e l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi. “Aprire nuovi mercati per l’agroalimentare sardo vuol dire fare rete, mettere assieme le migliori idee, le migliori esperienze commerciali, anche quelle dell’imprenditore più piccolo” ha osservato il presidente.
Per migliorare il settore, ha spiegato Pigliaru, “dobbiamo portare maggiore istruzione in agricoltura per le nuove generazioni. I giovani decidono di puntare su quel mondo solo se vedono una prospettiva”.
L’assessore Falchi ha espresso “soddisfazione per l’incontro particolarmente positivo e ricco di spunti utili per migliorare il mondo delle campagne”.
A margine del faccia a faccia, la titolare dell’Agricoltura ha aggiunto: “Con il presidente Pigliaru abbiamo ascoltato le proposte delle associazioni di categoria, ci siamo confrontati e abbiamo ragionato su piani di intervento da mettere in campo per la valorizzazione dell’agroalimentare sardo, il rilancio della filiera lattiero-casearia, la lotta alle epidemie della Blue tongue e della Peste suina africana”.

La Nuova Sardegna, giovedì 28 agosto 2014
L’assessore a tutto campo: «Solo da noi ancora si parla di contadini, mentre nel resto del mondo di imprese»
Falchi: agricoltura, serve una rivoluzione

di Alfredo Franchini
CAGLIARI E se dopo tanti anni di dibattito sulla grande industria, fosse l’agricoltura la svolta per lo sviluppo dell’isola? Un ritorno al futuro, in questa Sardegna ferma al bivio, quando la strada impone una scelta. L’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, non ha dubbi: ci vuole una rivoluzione culturale perché solo in Sardegna si parla ancora di agricoltori mentre nel resto del mondo si parla di imprese agricole. Certo la prima donna assessore all’agricoltura ha di fronte una grande sfida, non fosse altro perché da quando si è insediata in giunta ha trovato agricoltori e pastori nella peggiore condizione possibile. Elisabetta Falchi spiega come si può trasformare l’agricoltura sarda in questa intervista alla Nuova.
Le aziende agricole dell’isola hanno accumulato 800 milioni di debiti. La Coldiretti ha proposto un piano di ristrutturazione condiviso anche dal Banco di Sardegna. Mancate solo voi? «Noi ci siamo e la prossima settimana cercherò il contatto con il Banco di Sardegna. Il piano di ristrutturazione del debito dev’essere attuato altrimenti le aziende rischiano il collasso».
Servono garanzie, come si può fare? «Il piano deve essere messo a punto su tre aspetti: 1) la ristrutturazione del debito; 2) la riattivazione dei prestiti di campagna, un grande aiuto per le aziende anche sul piano della commercializzazione; 3) il microcredito con procedure semplificate. Ma non basta per far ripartire bene le aziende. Dobbiamo indicare un percorso all’impresa indebitata, accompagnarla in modo tale che possa intraprendere una strada virtuosa».
A quel punto si entra in un altro campo, dalla banca alle professionalità tecniche. «Che ci sono. Gli Enti devono tornare a quella che era la loro funzione originaria».
Perché non hanno funzionato gli enti agricoli? «Forse perché la riforma non è stata portata a termine. Gli enti dovevano dialogare tra loro attraverso un soggetto che li collegasse ma non è mai stato costituito».
Quindi la riforma degli enti agricoli s’inizierà da questo punto? «Sì c’è la necessità di semplificare e di sburocratizzare. I bandi che stiamo predisponendo dovranno essere più semplici».
Il problema dei bandi è essenziale e la politica deve tornare a effettuare le scelte. «Ho ipotizzato di testare un bando prima di farlo uscire. Lo “testeremo” su aziende-campione per capire se ci sono eventuali problematiche, per rendersi conto se i parametri sono giusti o non sono consoni come quando è stato previsto di far mettere la paglia negli ovili in estate: non serve a nessuno».
Dalla politica comunitaria arriverà una massa di denaro enorme in grado di dare una svolta; (il primo pilastro della Pac prevede 160 milioni in più rispetto alla precedente programmazione). Le riforme nazionali però non avvantaggiano la Sardegna. «Voglio precisare che quando sono stata nominata assessore si stava chiudendo la discussione sulla programmazione per il 2014-2020. I principali accordi sono stati chiusi il 16 gennaio: se ci fossi stata io li avrei dichiarati irricevibili, in quel momento i tavoli nazionali non erano presidiati nel modo opportuno». (Dalla precedente giunta, Ndr). Poi, però, lei non è mai mancata a una riunione del tavolo nazionale. «Si e abbiamo corretto molte cose. Ad esempio, il piano zootecnico non prevedeva l’ovino, un’assurdità. Per fortuna, siamo riusciti a portare a casa il risultato, è stato inserito l’agnello Igp e abbiamo ottenuto otto milioni su 15 destinati alla produzione in campo nazionale».
Le aziende sarde oltre ad essere indebitate sono molto piccole. Cosa si può fare? «Dobbiamo lavorare per favorire sempre più aggregazioni di produttori e soggetti cooperativistici in tutti i comparti, puntando sulla qualità del prodotto».
Il Consiglio ha varato una legge sul marchio Sardegna e ora tocca alla giunta. «Nel giro di una settimana attiverò i gruppi di lavoro per i disciplinari su ortofrutta, miele e per la carne suina».
Il Movimento pastori manifesterà a Cagliari alla metà di settembre. Cosa gli direte? «Prima vorrei capire perché protestano, sinceramente non lo so».
Contestano la Pac. «La riforma è stata stravolta quando io non c’ero ancora, poi abbiamo portato i risultati facendo introdurre il comparto ovino nel lessico ministeriale e soprattutto confermando le misure per il benessere animale».
Due emergenze croniche: lingua blu e peste suina. Come si affrontano? «Con la prevenzione. Le vaccinazioni devono partire a febbraio e concludersi a maggio; i vaccini vanno testati su un gregge campione».
Copagri chiede che la Regione assegni i terreni pubblici per favorire l’ingresso dei giovani in agricoltura. «Ci stiamo lavorando, spero di far partire i primi bandi ai primi di ottobre. Per i giovani stiamo preparando un pacchetto modulare per l’accompagnamento alla creazione di un’impresa».
In un’intervista alla Nuova, il presidente di Coldiretti, Cualbu, ha sostenuto che lei sta lavorando bene ma non ha la sponda del presidente Pigliaru. Che cosa risponde? «Che non è vero. Prenda la questione della peste suina, c’è un’unità di missione voluta dalla presidenza. Le dirò, anzi, che da parte del presidente c’è la forte volontà di sostenere il mio operato».

L’agro biodiversità sarda e una moderna agricoltura.
di Luigi Lotto su SardegnaSoprattutto
(continua…)

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